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mercoledì 26 marzo 2014

"Ricordare Mauthausen": razzismo, bullismo. Ed una tenera storia d'amore!

Ho letto tutto d'un fiato e in una sola serata il bellissimo libro Ricordare Mauthausen, di Patrizia Marzocchi (2013, edizoni Raffaello, euro 8,30).  
Lo trovate qui.



L'ho letto velocemente non perché sia un libro "piccolo" (è composto da 167 pagine), ma perché è un libro "che prende"! Infatti si tratta di un testo adatto anche ai ragazzi (tanto che è concepito anche come libro di narrativa per la scuola Media) e la lettura risulta quindi agevole, veloce e scioltissima.
Ma veniamo alla storia.

Il titolo può ingannare.
Non si tratta dell'ennesimo testo sui campi di concentramento, ma di una storia ambientata ai giorni nostri, ricca di tutte le problematicità contemporanee: la crisi, la disoccupazione, la povertà, ma anche il bullismo, il razzismo, l'intolleranza. La parte storica su Mauthausen fa da sfondo.
Cerchiamo di capire perché!

Protagonista del racconto è una ragazza di 14, 15 anni, Mariangela, che ha appena completato il primo anno di liceo classico. Seria e studiosa, è perfettamente inserita nella classica vita della classe media: va in vacanza a Cortina, frequenta le discoteche, gli amici. Tutt'a un tratto però, la sua vita cambia!
L'azienda del padre fallisce, e la sua famiglia finisce in povertà.
Da questo momento deve trasferirsi a casa del nonno, in un paesino sperduto e solitario, dove dovrà convivere anche con uno zio ed un cugino.
Gli inizi non sono esaltanti: deve abbandonare la scuola per cercarne una che possa offrire subito un lavoro, deve entrare in contatto con una nuova realtà, deve abbandonare amici, conoscenze, stili di vita. Tanto più che il nonno appare un tipo strano: serioso, muto, silenzioso: da piccolo è stato a Mauthausen, in un campo di concentramento, e questa esperienza lo ha segnato.
Ma c'è anche qualcos'altro: un segreto. Un segreto che lui nasconde e che coinvolge un'altra famiglia del luogo. Da anni, le due famiglie non si parlano più, si odiano: anticamente è successo qualcosa. Ma nessuno sa cosa. E il nonno non parla, non dice nulla. Emerge solo l'odio.

Ma Mariangela è curiosa: vuole conoscere il passato del nonno, vuole scoprire quell'antico segreto.
Allo stesso tempo però, dovrà anche vedersela con un gruppo di bulletti del paese, e dovrà confrontarsi con il razzismo di oggi oltre che con quello di ieri.
In mezzo a tutti questi eventi, vede anche cambiare tutto quello che pensava della propria vita: le persone intorno a lei assumono nuovi significati (il nonno, la madre, il padre, il cugino, ecc.).
Tanto che quell'esistenza grigia che sembrava aspettarla all'arrivo nel paese si trasforma invece nel più grande processo di trasformazione della sua vita.

Razzismo quindi, ma anche bullismo, intolleranza, problemi sociali. Il tutto condito, tra l'altro, anche da una tenera, intensa, storia d'amore.

Un libro che mi è piaciuto veramente tanto!
Lo consiglio a tutti. Anche come testo di narrativa per le scuole.

Alla prossima.
Saluti.






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