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giovedì 15 settembre 2016

La Roma di Dante: il Laterano!

Ben ritrovati.

E rieccoci di nuovo a parlare di Dante e, nello specifico, dei LUOGHI DI DANTE.


Continuiamo a parlare di Roma.
Per i post precedenti, vedi qui.
Come sempre, ricordo che questo ed altri articoli sul Sommo Poeta sono pubblicati anche sulla pagina Facebook IL MONDO DI DANTE, sulla quale vi invito a cliccare e a porre il MI PIACE.

Ma passiamo a parlare del LUOGO di oggi: il LATERANO.

La Basilica lateranense - Il Palazzo e l'entrata laterale della basilica.

Anticamente, il Laterano era un'area di Roma che l'Imperatore Costantino destinò alla Chiesa e che da quel momento divenne la sede del pontefice fino a quando, in seguito alla cattività avignonese (1305), i papi si trasferirono in Francia. Una volta tornati a Roma circa settant'anni dopo, i pontefici preferirono come sede papale il Vaticano. 
Oggi, l'area del Laterano comprende la basilica (chiesa cattedrale di Roma, dedicata dapprima al Salvatore, poi a S. Giovanni Battista), il battistero, il palazzo vescovile (sede del vicariato di Roma) e la cappella del Sancta Sanctorum.
Nel Medioevo era un po' differente da come la conosciamo ora: per esempio, mancava l'obelisco al centro della piazza (vi fu posto solo nel XVI secolo) e al suo posto c'era invece una statua di Marco Aurelio (quella che ora si trova sul Campidoglio), ma che si riteneva essere di Costantino o di Teodorico. Anche il palazzo era diverso: più grande dell'attuale, che fuinvece fatto costruire da papa Sisto V (nel XVI secolo).

Comunque, nel Medioevo quest'area aveva assunto un'importanza particolare, perché, in quanto sede papale, era considerata il centro politico-religioso di Roma (cosa che spiega l'importanza che le dà il Poeta).

Dante la nomina due volte nel Poema.

La prima in modo quasi en passant, in riferimento alla guerra tra il papa Bonifacio VIII e la potente famiglia dei Colonna.

Bonifacio, dice Dante,

avendo guerra presso a laterano,
e non con Saracin né con Giudei,
ché ciascun suo nimico era cristiano,
(Inferno, XXVII, 87-89)

portò avanti la sua battaglia senza guardare né sommo officio né ordini sacri che aveva in sé.
I Colonna infatti, avevano le loro residenze proprio vicino al Laterano.
Ma il Poeta probabilmente, specificando la zona del Laterano, voleva alludere anche al fatto che il papa non esitò a fare la guerra in un luogo sacro, in un luogo dove non abitavano degli infedeli (non con Saracin né con Giudei), ma cristiani (ché ciascun suo nimico era cristiano).


La seconda volta invece, cita il Laterano per descrivere la grande meraviglia provata dai barbari quando giunsero a Roma e si trovarono davanti alle maestose rovine della città. Rovine sintetizzate nell'espressione metonimica del Laterano (tutto è imponente a Roma, così come il Laterano):

Se i barbari, venendo da tal plaga
[...]
veggendo Roma e l'ardüa sua opra,
stupefaciensi, quando laterano
a le cose mortali andò di sopra; 
(Paradiso, XXXI, 31-36).

Se i barbari si stupirono così tanto di fronte alla grandezza e allo splendore del Laterano (e di tutta Roma), afferma il Poeta, immaginate quanto dovessi essere stupito io di fronte allo straordinario spettacolo della Candida Rosa dei beati in Paradiso!

 Dante di fronte alla Candida Rosa
Paradiso canto XXXI, illustrazione di Gustave Doré

In qualche modo, quindi, questa celebrazione del Laterano era un modo per celebrare tutta la città di ROMA!

Saluti a tutti.
Alla prossima!

8 commenti:

  1. Interessante davvero!
    Continua così!

    RispondiElimina
  2. Dante nomina anche San Pietro nella Commedia?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina
    2. Certo. La nomina in diversi luoghi. Ne ho parlato nei post precedenti: Ponte Sant'Angelo, la Veronica. E vedi anche Pd IX 139 e Cv IV XVI 6. Ma ne parlerò in futuro.

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  3. Molto belli questi post sui luoghi danteschi!
    Ogni tanto, qualche blog carino esce fuori!

    Giulia

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  4. Ho iniziato a leggere il tuo libro.
    Stupendo!

    RispondiElimina

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