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lunedì 8 febbraio 2016

La Roma di Dante: il velo della Veronica a San Pietro!



I luoghi di Dante

 
Continua il nostro viaggio nei luoghi citati da Dante nella Divina Commedia!

Continuiamo ad occuparci di Roma, anche in virtù dell'attenzione a cui è sottoposta in questo periodo grazie al Giubileo.
Oggi vogliamo parlare di un oggetto che ancora si trova nella Basilica di San Pietro. Si tratta della Veronica, cioè di una reliquia bizantina ancora conservata in una delle logge della Cupola, un velo con cui, secondo una leggenda, una donna avrebbe usato per asciugare il volto sanguinante di Gesù durante il Calvario (l'episodio è ricordato nella stazione VII della Via Crucis).
Sempre secondo la leggenda, la donna sarebbe l'emorroissa precedentemente guarita dallo stesso Gesù (Matteo, IX, 20-22; Luca, VIII, 43-48). Il nome «Veronica» (presente negli apocrifi Atti di Pilato, cap.7) deriva forse dall'espressione «vera icon» con cui la reliquia era definita nel Medio Evo. Ma sull'origine delnome, si rimanda all'Enciclopedia cattolica.
Questo velo, secondo la tradizione, riprodurrebbe il vero volto di Cristo. E così, come si può facilmente capire, molti pellegrini, all'epoca di Dante, andavano a San Pietro per contemplarla.
Da non dimenticare, naturalmente, che la Basilica di San Pietro, allora, era molto diversa da come è oggi. Pressappoco così:
 
Di questo velo (che oggi viene mostrato ogni anno in occasione della V domenica di quaresima, la domenica di Passione) non ci sono fotografie precise, e quindi qui possiamo riportare solo dei dipinti che la raffigurano. Va detto inoltre, che ci sono altri veli sparsi per il mondo che la tradizione cristiana ha identificatocon la Veronica.


Dante ricorda la Veronica in due occasioni.
Intanto, nella Vita Nuova, dove accenna ai tanti pellegrini che passavano per Firenze (e vicino alla casa di Beatrice) per andare a vedere, appunto, «quella imagine benedetta la quale Gesú Cristo lasciò a noi per esemplo de la sua bellissima figura»:

«Dopo questa tribulazione avvenne (in quel tempo che molta gente va per vedere quella imagine benedetta la quale Gesú Cristo lasciò a noi per esemplo de la sua bellissima figura, la quale vede la mia donna gloriosamente), che alquanti peregrini passavano per una via la quale è quasi mezzo de la cittade, ove nacque e vivette e morío la gentilissima donna [Beatrice]» (Vita Nuova, XL).

E poi, nella Commedia, nel canto XXXI del Paradiso.
Il Poeta si trova nell'Empireo, davanti alla Candida Rosa dei beati, quando improvvisamente si accorge di avere vicino un santo vecchio. Questi si presenta come San Bernardo, un personaggio che Dante ammirava moltissimo. Così, per far capire ai lettori quanto sia grande la sua emozione di trovarsi davanti a lui, paragona le sue sensazioni a quelle del pellegrino che, venuto da lontano (dalla Croazia, allora ritenuta terra lontanissima ed esotica), ha raggiunto finalmente il suo obiettivo di trovarsi davanti alla Veronica:

Qual è colui che forse di Croazia
viene a veder la veronica nostra,
che per l'antica fame non sen sazia,
ma dice nel pensier, fin che si mostra:
'Segnor mio Iesù Cristo, Dio verace,
or fu sì fatta la sembianza vostra?';
tal era io mirando la vivace
carità di colui che 'n questo mondo,
contemplando, gustò di quella pace.
(Paradiso, XXXI 103-108).

Bernard of Clairvaux - Gutenburg - 13206.jpg 

San Bernardo di Chiaravalle - Gutenburg


Ovviamente, il paragone non è tra San Bernardo e Cristo, ma tra l'emozione di Dante e quella del pellegrino croato.
Possiamo immaginare che Dante stesso ebbe il piacere di vedere la reliquia se mai si trovò a Roma (nel 1300 o nel 1301).
Se questo articolo vi è piaciuto, non dimenticate di leggere gli altri dedicati ai luoghi di Dante.
Saluti.
Alla prossima.

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