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101 segreti sulla
Divina Commedia.

In viaggio con Dante,
tappa per tappa
                           
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giovedì 17 novembre 2016

Liberate il Duce! La vera storia della liberazione del Gran Sasso!

Ben ritrovati.

Il libro di cui vi parlo oggi ha un significato particolare per me.
Pensate che inziai a leggerlo durante il viaggio di nozze, dieci anni fa (era il settembre del 2006), su una nave da crociera della Royal Caribbean.
Sì, la Royal ha anche una sala biblioteca! Sala che, naturalmente non è frequentata da nessuno dei viaggiatori, visto che in quel tipo di viaggio ci si può divertire in mille altri modi!
Ma io, che sono "pazzo" -e pazzo di libri!- e che per principio non perdo MAI, e per nessun motivo, una biblioteca, in qualunque luogo mi trovi, non potevo rinunciare a trascorrere qualche ora lì dentro, girovagando tra un mappamondo, la rassegna stampa realizzata su delle fotocopie, e gli scaffali dei volumi.
Bene, guardando qua e là, ecco che ti trovo questo libro: "LIBERATE IL DUCE!", di Marco Patricelli
Nell'immagine (purtroppo non eccezionale, ma è la migliore che ho trovato), riporto la copertina di quell'edizione:


Ora, io, che adoro la storia del Fascismo (ancorché NON il Fascismo in sé, è chiaro!), mi sono immediatamente e voluttuosamente lanciato su di esso per accoglierlo tra le mie mani e per divorarlo.
Tanto più che il sottotitolo sembrava davvero intrigante:

"Gran Sasso 1943: la vera storia dell'Operazione Quercia".
Ma, per quanto veloce possa essere nella lettura, non posso esserlo così tanto da "bermi" un testo del genere in una mezz'oretta!
Ma allo stesso tempo, era anche vero che ... mi ero appena sposato!
Ed ero in viaggio di nozze!
D'accordo che anche mia moglie ama i libri, però, obiettivamente, non potevo trascorrere troppo tempo in quel sacrario!
Così, mi sono ripromesso di leggerlo in un secondo momento.

Però ... ! Però, poi il tempo è passato. Quel libro nelle biblioteche non c'era. E nelle librerie risultava esaurito. Cioè, l'unico posto dove sembrava essere era ... la biblioteca della Royal Caribbean!!!!!

Nel frattempo ho avuto modo di vedere un documentario su RAITRE con lo stesso titolo e realizzato dallo stesso autore del libro. Un video però, un po' lento, a mio parere!

Insomma, passano gli anni e tanta acqua sotto i ponti.
Io ho cambiato lavoro ed ho avuto una figlia.
Ma ... non ho mai dimenticato quel libro!

Ed ecco che, finalmente, scopro che ne è uscita una nuova edizione. E pure aggiornata!
Eccone la copertina:




Naturalmente, lo compro subito!
E lo leggo in un batter baleno!

Scusate questa premessa un po' ampia, ma mi sembrava che in questo caso ... "ci stava"!

Purtroppo, però, devo dire che, nonostante la lunga attesa (o forse anche a causa di essa), questo libro non mi ha soddisfatto moltissimo!
In pratica, nel testo viene descritta, in modo dettagliatissimo, la cosiddetta "Operazione Quercia", cioè uno degli episodi certamente più intriganti della Seconda Guerra Mondiale: la liberazione di Mussolini dalla prigione posta sul Gran Sasso d'Italia, presso l'"Hotel Campo Imperatore", avvenuta il 12 settembre del 1943.


L'albergo in cui Mussolini era prigioniero, 
in una fotografia ripresa dai tedeschi il giorno della sua liberazione
Di Bundesarchiv, Bild 101I-567-1503A-05 / Toni Schneiders / 
CC-BY-SA 3.0, CC BY-SA 3.0 de, 

 Il testo ricostruisce molto bene, nei dettagli, tutta l'operazione. Ma non si limita a questo. Vuole anche portare avanti una tesi, che -credo- sia ormai quella accettata dal grosso degli storici e che è diventata quella ufficiale.
Storicamente, il merito dell'operazione è stato attribuito per molti anni al capitano delle SS Otto Skorzeny. Questi era il responsabile degli aspetti spionistici, che certamente non furono irrilevanti nell'episodio. Però, nel corso dell'azione riuscì a mettersi in mostra e a risultare l'artefice di tutto il processo.
Invece, in realtà, la parte operativa (e l'effettivo merito di essa) era stata messa in atto da altri due personaggi: il generale Kurt Student, fondatore dell'arma dei paracadutisti, e il maggiore dei paracadutisti e comandante del Lehrbataillon Harald-Otto Mors.

Come scrive Patricelli, "Hitler ordina, il generale Student coordina, il maggiore dei paracadutisti Mors elabora ed esegue, l'SS Skorzeny diventa eroe."!

L'autore ricostruisce a perfezione tutte le varie fasi dell'operazione, soffermandosi anche su alcuni dati biografici e caratteriali dei personaggi, facendo emergere in conclusione la verità storica (o almeno quella si può desumere dai documenti e dalle testimonianze).
In sordina, viene accennato anche ad un certo lassismo da parte italiana, quasi ad un sottile desiderio da parte delle autorità italiane di voler coscientemente lasciare andar via Mussolini. Questa tesi viene sviluppata invece nel documentario di cui dicevo prima.

Al centro da sx: il maggiore Harald-Otto Mors, 
il capitano delle SS Otto Skorzeny, Benito Mussolini
Di Bundesarchiv, Bild 101I-567-1503C-15 / Toni Schneiders / 
CC-BY-SA 3.0, CC BY-SA 3.0 de, 

Questo è il succo del saggio. Che però, come dicevo, non mi ha soddisfatto del tutto.
L'operazione Quercia, vista dagli storici e\o dagli osservatori di oggi, appare come arditissima e la sua ricostruzione può risultare molto avvincente. Però, la descrizione fatta nel libro, sebbene molto precisa nei dettagli, mi è sembrata un po' farraginosa e confusa. E decisamente poco coinvolgente. Cioè, l'argomento si presta benissimo al racconto, ma la narrazione non riesce a rendere bene la suspense degli eventi.
Per carità, consiglio comunque di leggerlo perché credo che sia il testo più completo sull'argomento. Inoltre, penso che un amante di storia possa apprezzarlo in ogni caso. Però, credo che si sarebbe potuto fare di meglio.

Alla prossima!
Saluti.




martedì 11 ottobre 2016

La storia di Internet e dei social network: Facebook killed the internet star!

Ben ritrovati. 

Oggi voglio parlarvi di un libro che vuole riflettere sulla realtà dei tempi che viviamo e sui suoi cambiamenti. Sto parlando, naturalmente, del "tempo" di internet, di questo meraviglioso strumento che in pochi anni ha cambiato il nostro modo di vivere e di relazionarci con il mondo e con gli altri!

Oggi sembra quasi normale accendere il computer, il tablet, il cellulare, e collegarsi ad un sito web, a twitter, a Facebook, ecc.. Eppure (come è ovvio) tutto questo, fino a pochissimo tempo fa non c'era.
Dalla nascita del web sono passati pochi anni. Eppure, anche di questi pochi anni si può tracciare una storia. Anche Internet ha una sua "storia".

Ed è proprio su questa storia -e soprattutto su quella dei social network- che si sofferma Marco Frullanti nel suo libro Facebook killed the internet star.
Un "tema tosto", come scrive lui stesso nell'introduzione!




A dire dell'autore, questo "libretto" (così lo definisce lui) vuole rappresentare "in primo luogo una collezione di ricordi dal 2000 al 2014", cioè i"15 anni in cui internet e le comunità online sono cambiate enormemente".
E in effetti, in esso vediamo ripercorrere l'intera evoluzione delle community online, dalle origini fino ad oggi (per il futuro ammette di non avere una DeLorean per poterlo osservare, anche se "qualche idea" dice di essersela fatta!). In questa storia, sostiene Frullanti, avrebbe segnato un vero e proprio cambio di passo la nascita di Facebook.

Per chi, come me, ha assistito in qualche modo "di persona" alla trasformazione di questa realtà, questo libro rappresenta una vera scoperta!
E' un modo per rivedere sè stessi, per ricostruire le tappe di un percorso di cui, vivendolo, quasi sembra essersi perse le tracce!
Per dire, alzi la mano chi, negli ultimi tempi ha più ripensato alle vecchie chat? A MySpace? A SecondLife? Ecc.. E' vero che già in passato alcune cose erano uguali ad oggi. Già allora, per esempio, giravano in rete "video demenziali, insulti nei commenti, gente che si prendeva troppo sul serio", ecc.. Ma internet era diverso. Molti giovanissimi forse non hanno avuto modo di venire a contatto con questo variegato e multicolore di una volta. Eppure c'è stato! Ed è da questa base che è nato l'Internet che conosciamo!

Frullanti si mostra estremamente preparato sull'argomento. Nel suo libro non manca nulla. Un libro che, per quanto poco voluminoso (125 pagine circa), sembra somigliare ad una piccola enciclopedia storica del web. Però, non ci si aspetti un piccolo mattone pieno di dati e di frasi arzigogolate.
L'autore -che si firma FRULLO- infarcisce il testo di una serie di battute divertentissime e di riferimenti tra l'ironico e il satirico che fanno morire dal ridere!
Per esempio, quando decrive i vari personaggi che popolano la rete: le "creature da forum" o i "commentatori seriali" o i tipici fruitori di chat (il "bimbominkia", il "nazista vendicativo", il "secchione", ecc.). O quando dice che "Pinterest nei primi mesi del 2012 sembrava la cosa più figa sul Pianeta Terra dai tempi dei festini di Gesù a base di acqua trasformata in vino", o che il proprietario del sito di Bruzzi è sparito dal web perché "suo padre gli ha trovato un lavoro e ha dovuto mettere la testa a posto [...] o ha fatto un viaggio a Goa e si è sputtanato la zucca con gli acidi, o si è candidato per la Camera con l'UDC"!

Insomma, è un libro con cui si imparano molte cose, ma con cui ci si diverte e con il quale si possono trascorrere due ore rilassanti tra ricordi e riflessioni.
Personalmente mi è piaciuto molto e lo consiglio.


lunedì 19 settembre 2016

La passione di un italiano nella Prima Guerra Mondiale! Piume baciatemi la guancia ardente!

Buongiorno a tutti.

Purtroppo, la storia lavora spesso sugli uomini e i ricordi come un grande vortice: travolge tutto e tutto disperde qua e là, stabilizzandosi solo su qualche traccia o qualche pezzo di vita.
Così, la Storia con la S maiuscola mantiene in sé solo alcuni grandi o piccoli episodi, a volte quasi sembrando di agire a caso.
Per questo, io amo molto cercare quei libri che vanno a riscoprire degli episodi piccoli e dimenticati. 
Forse solo perché sono curioso! O forse perché credo che a fare la "Storia" contribuisca anche la "storia", quella piccola, minuta. Quella sconosciuta ai più!

Così, quando mi è capitato tra le mani questo piccolo volume, l'ho letto con passione.

E' scritto da Vera Ambra e si intitola:

PIUME BACIATEMI LA GUANCIA ARDENTE


Si tratta di un romanzo liberamente ispirato alla vita del Bersagliere Ten. Salvatore Damaggio.
Un romanzo che però alterna il racconto vero e proprio ad una serie di riferimenti ad alcuni dei principali eventi storici della Prima Guerra Mondiale. Cosa che rende più agevole e gradevole la lettura.

Ma vediamola nella sostanza.
In pratica, il testo ricostruisce un piccolo -ma importante- episodio della Prima Guerra Mondiale avvenuto nello scacchiere del Pasubio il 2 luglio 1916.
Qui, gli Austriaci, dopo aver rovesciato una vera e propria tempesta di fuoco sul corpo d'armata italiana, sono ormai sicuri di avanzare per impadronirsi di un passo di importanza strategica per entrambi gli eserciti in lotta. Invece, senza aspettarselo in nessun modo, incontrano la decisa resistenza di Salvatore Damaggio (Tenente dei mitraglieri) e di sette commilitoni (da lui guidati) e, come lui, superstiti dalla precedente battaglia.
In modo del tutto inaspettato, ma grazie ad forte spirito di eroismo e di sacrificio, gli otto uomini riescono a respingere l'attacco austriaco e a impedire la sua avanzata.

Quindi, siamo in presenza di una storia vera ed intensa.
L'autrice ha deciso di raccontare questo episodio utilizzando la struttura di un romanzo piuttosto che di un saggio, probabilmente perché ha cercato di penetrare all'interno della mentalità e della psicologia dei personaggi.

La cosa risulta abbastanza evidente anche dal fatto che il racconto procede attraverso una serie di feedback e che è condotto in gran parte in prima persona (direttamente dalla voce e i pensieri di Damaggio)
Intanto, si apre raccontando di un giorno molto lontano da quel 2 luglio 1916. E' il 1933, e Salvatore Damaggio si trova in una situazione del tutto diversa da quella della guerra. Ora fa il medico. Anche se il pensiero di quello che ha fatto in quei giorni lontani,dei morti, lo tormenta ancora:

"Soltanto il miglioramento e la guarigione dei miei pazienti era in grado di sollevare quel peso con cui avevo imparato a convivere, e qualche volta a ignorare"

Improvvisamente, viene a sapere di essere considerato un eroe. E la cosa lo sorprende:

"Un eroe perché?", si chiede, "Per aver compiuto il mio dovere?".

Il motivo è che la cittadina di Schio, che nel 1916 sarebbe stata invasa se lui e i suoi compagni non fossero intervenuti, vuole premiarlo ed onorarlo. Lui non vorrebbe: "adesso la mia vita è qui. [...]. Adesso sono altre le armi con cui combatto le mie battaglie.".

La delegazione insiste, e alla fine l'uomo cede.
Ma non prima di aver rievocato il suo passato, quei giorni lontani ma sempre vivi nella sua mente e nel suo cuore:

"mi venne da piangere ripensando a quel ragazzino innocente che ero stato quando, con in testa un improvvisato cappello da bersagliere, cantavo: «Piume baciatemi la guancia ardente».

Questi versi, che danno il titolo al libro, fungono quasi da filo conduttore del racconto. Si tratta di un verso di una canzone dei Bersaglieri, che risuona continuamente nella testa del piccolo Salvatore Damaggio che, fin da bambino, sognava di diventare Bersagliere. 
La canzone, insieme agli scritti di Giuseppe Mazzini, ispirano la sua vita e lo fanno avvicinare alla guerra con l'entusiasmo di molti giovani patrioti di allora.
Guerra che poi andò come tutti sappiamo, con tutti i suoi drammi e le sue disillusioni.
Tuttavia, il coraggio, il patriottismo, la passione di Damaggio rimasero saldi fino alla fine, anche ben oltre l'episodio del racconto.

Un po' di retorica in un testo di questo tipo, è inevitabile!
Ed io, personalmente, non amo la retorica, tanto più quella di tipo patriottico. Però, secondo me, questo testo può risuotare molto gradito (soprattutto -ma non solo- a chi ama la storia). Dal racconto infatti, si emana tutto il respiro di un'epoca. Sembra di leggere un libro antico, scritto in quei tempi, con la passione e la psicologia di allora. In esso si può rivivere tutta la memoria e la coscienza di una generazione.

L'autrice, Vera Ambra, al 64o raduno dei Bersaglieri.

Lo consiglio.

Saluti.
Alla prossima!





martedì 6 settembre 2016

Non mi è piaciuto: MAESTRA, di Lisa Hilton!

Buongiorno a tutti, e ben ritrovati dopo la pausa estiva!

Oggi, per la prima volta, voglio parlare di un libro che NON mi è piaciuto.
Anche se non sarà buona educazione, ogni tanto mi sembra giusto informare i miei lettori di quello che non mi è risultato molto gradevole.

Chi mi segue da tempo sa che  di solito su questo blog mi occupo di saggistica.
In realtà, io amo molto anche la narrativa, e ne leggo molta. Però, dato che sul web ci sono molti altri blog che se ne occupano, avevo deciso di dedicarmi ad un canale un po' meno "percorso".
Questa volta però è diverso, perché sono rimasto davvero deluso da un libro che sembrava promettere molto, anche in virtù delle sue vendite.

Si tratta di MAESTRA, di Lisa Hilton.
Addirittura viene definito un "caso editoriale". Pare che sia in cima a tutte le classifiche di 38 paesi!



Boh!
Perdonatemi! A me non è piaciuto!  E adesso vi spiegherò perché.

Voglio però chiarire subito che non per questo, vi dico di non leggerlo. Anzi, VI DICO DI LEGGERLO. Vi dico di leggerlo perché è giusto che ognuno giudichi sulla base dei propri gusti e dei propri interessi. E poi di farmi sapere cosa ne pensate.

Intanto, voglio sottolineare due aspetti positivi del romanzo:

1- E' scorrevole e non annoia
2 - Sono molto gradevoli i paragoni tra alcuni eventi e\o i pensieri della protagonista e delle opere d'arte. Del resto, l'autrice è un'esperta d'arte, e mette in atto tutte le sue conoscenze sull'argomento.

Ma veniamo ai motivi per cui NON mi è piaciuto.

Intanto, perché non rispetta le promesse! Si presenta come un thriller mozzafiato, mentre del thriller non ha nulla! Non c'è tensione, non c'è suspense, non c'è un intreccio articolato. Almeno secondo me. Inoltre, la protagonista viene presentata come una donna fredda, astuta, in grado di ordire chissà quali ardite e fameliche tele ... . Macché, tanti omicidi, ma uno più banale dell'altro.
Poi, perché è davvero poco credibile! Vabbè, per carità, è un romanzo, non pretendo troppa verosimiglianza! Ma così si esagera! Se è così facile uccidere, non farsi beccare dalla polizia, non suscitare sospetti, spostare milioni di euro di qua e di là per il mondo come niente fosse, beh, forse lo farebbero tutti!
D'accordo, magari uccidere no, ma tutto il resto sì! Siamo tutti così scemi da non mettere in atto le strategie descritte dalla Hilton! Eppure ci vuole così poco per arricchirsi!
A proposito dell'uccidere, c'è da notare un altro aspetto. nel romanzo manca il processo trasformativo della protagonista. Judith Rashleigh, all'inizio, "è una giovane e inappuntabile assistente presso una prestigiosa casa d’aste", una donna animata dal senso della giustizia, tanto da non voler dichiarare il falso su un'opera d'arte. Ma che improvvisamente si trasforma in un'assassina implacabile (e talvolta in modo assolutamente gratuito)!
Uno si aspetterebbe traumni interoiri, riflessioni, dubbi, ...! Macché! Tutto succede così, all'istante. E tutto perché ... è stata licenziata!!!!!
Cavoli! In Italia dovremmo essere pieni di assassini!
Cioè, qui siamo in presenza di tutto meno che di un romanzo di formazione! Per carità, può andare, però dipingere un personaggio così, che cambia dalla sera alla mattina, mi sembra daavvero poco realistico! Ma in realtà, tutti i personaggi sono poco approfonditi nella loro personalità. Sono delle macchiette!
Poi c'è la parte piccante, a cui credo si debba attribuire buona parte del successo.
Dopo "50 sfumature di grigio", ormai sembra quasi che basti descrivere un po' di focose scene di sesso dal punto di vista delle donne per fare successo! Comunque, anche in questo caso, secondo me, la Hilton esagera in modo troppo evidente, mostrando scene poco realistiche e -se posso dirlo- anche davvero poco intriganti! Mi sembra che ci sia più volgarità che altro!
Credo che in giro si trovi di meglio!
Lasciamo poi perdere i luoghi comuni, come quelli sull'Italia e gli italiani.
Ultima piccola nota finale: praticamente metà libro è riempito da indicazioni di marche: vestiti, profumi, scarpe, ..., boh! Sembra di leggere una rivista di moda! Parti da non leggere e da saltare senza alcun rimpianto!

Come ha fatto a sclaare le classifiche, ancora non l'ho capito!
Pare che ci stiano girando un film: chissà cosa ne uscirà fuori!

Vabbè, ho sprecato un po' di ore a leggere questo libro.
Voi leggetelo (soprattutto se ve lo prestano o ve lo regalano), e fatemi sapere.

Un caro saluto a tutti!

venerdì 29 luglio 2016

101 segreti sulla Divina Commedia!

Buongiorno a tutti e ben ritrovati!
Ben ritrovati dopo una lunga pausa, di cui mi scuso, ma purtroppo quest'ultimo periodo è stato davvero fitto di impegni.
Parte di questi impegni però, sono stati finalizzati alla conclusione di un lavoro che personalmente ritengo molto importante (almeno per me): dopo 4 ANNI DI RICERCHE E DI DURO LAVORO, finalmente sono riuscito a pubblicare un libro a cui tenevo da moltissimo tempo.
Si tratta di questo:





GRATIS per 
KINDLE UNLIMITED



Detto in poche parole, si tratta del racconto del viaggio di Dante, descritto passo passo, come in un romanzo. E con in più delle tappe di chiarimento di alcuni concetti-chiave (molto poco noti) lungo il cammino.
Il tutto realizzato con un linguaggio che ho cercato di rendere il più gradevole e scorrevole possibile, pur senza rinunciare per niente alla completezza.

Tutti sappiamo che, nonostante siano trascorsi 700 anni, la Divina Commedia riesce ancora ad appassionare e ad attirare a sé tantissimi lettori. Cosa meritatissima, perché siamo di fronte ad un vero e proprio capolavoro!
La storia della Commedia è straordinaria, è bellissima. Se solo la si potesse seguire passo passo, senza farsi bloccare dalle inevitabili difficoltà derivanti dal linguaggio del Trecento, dalla forma poetica e dai tanti riferimenti storici e cronachistici, e se solo non si dovesse ricorrere ogni volta all'uso di un commento (cosa che rende la lettura faticosissima!) sono sicuro che tutti verrebbero coinvolti dal racconto di quel tale Dante che si perde nella selva oscura e che percorre i tre regni dell'oltretomba!
Se si potesse leggere e gustare appieno la Divina Commedia senza perdersi dietro a tutte le mille difficoltà di cui sappiamo, potremmo davvero gustare questo straordinario fantasy del passato!
Ovviamente, l'espressione "fantasy" è corretta fino ad un certo punto, perché all'epoca di Dante, la gente, ad un tipo di mondo simile a quello descritto nel Poema, a quel tipo di aldilà, ci credeva davvero. E' noto, per esempio, il commento che alcune donne veronesi fecero una volta vedendo passare Dante davanti a loro. "Vedete", disse una di loro, "quello che va all'inferno, e torna quando gli piace, e reca quassù novelle di coloro che si trovano laggiù?”. E un'altra rispose: “È sicuramente vero: infatti, non vedi come ha la barba crespa e il colorito bruno, per il caldo e per il fumo che c'è laggiù?”. E pare che il Poeta, sentedole, e sapendo che quelle donne credevano a quello che dicevano, sorrise e andò avanti. Così racconta almeno il Boccaccio.

Oggi, noi possiamo apprezzare meglio quel racconto, che era una fiction, certo, ma che pure nasceva da uno spirito ed un intento sinceri. Un racconto che mescola realtà e fantasia, che unisce storia e mitologia, che pur essendo ispirato a valori cristiani, dà vita e corpo a mostri ed eroi della cultura greco-romana, da Minosse al Minotauro, da Cerbero a Caronte, da Ercole ad Ulisse, da Medusa alle Arpie; e che dà spazio a tutti i grandi personaggi del passato e del presente (il presente di Dante ovviamente!), da Cesare a Carlo Magno, da San Tommaso a San Francesco, da Giustiniano a Traiano, da San Domenico a San Bonaventura; e che riesce a far assumere a persone umili, semplici e poco note, come gli amici, le donne, i conoscenti e i parenti del Poeta, altissimi valori simbolici: prima fra tutti Beatrice, naturalmente; ma anche Forese Donati, Piccarda, Cacciaguida, Farinata degli Uberti, Brunetto Latini, ecc.. 
Nella Commedia c'è tutto! Non manca quasi niente! C'è la poesia (Guido Guinizelli, Betrand de Born, Arnaut Daniel, Guittone d'Arezzo, ...), l'arte (Oderisi da Gubbio, Guido da Bologna, le sculture del Purgatorio, ...), la musica (Casella, Belacqua, ...), la filosofia (Aristotele, Platone, Empedocle, ...), la teologia (San Tommaso, Alberto Magno, Gregorio Magno, ...), i personaggi biblici (Adamo, la Vergine, Salomone, ...). E poi, c'è la danza, c'è la politica, c'è la storia. C'è l'amore. Quello tra Dante e Beatrice, innanzitutto, descritto con espressioni e toni quanto mai concreti, a volte con durezza, altre con profonda ed intensa tenerezza. C'è quello di Forese e Nella.
C'è l'amore -sbagliato, per Dante, ma pur sempre straordinario- di Paolo e Francesca, o di Didone ed Enea. Cla passione, il sesso: Semiramide, Cleopatra, Pasifae, ecc..
Non manca davvero nulla!

E' davvero un peccato che quest'opera così bella debba restare confinata nelle stanze degli studiosi o nelle mura delle scuole!
Io credo che non siano pochi quelli a cui piacerebbe conoscere il racconto di Dante. Così come credo che non siano pochi quelli che vorrebbero conoscere i significati nascosti, i simboli, i tanti riferimenti del Poema. 
Virgilio, Farinata degli Uberti, Brunetto e altri erano dei magnanimi. Ma chi erano i magnanimi?
Chi o cosa era il Veltro?
Chi era il DCV?
Chi, i Bianchi e i Neri?
Quando si svolge effettivamente il viaggio di Dante? E quali sono i riferimenti interni che ci chiariscono, ora per ora, il passaggio da un momento all'altro?
E il contrapasso (piuttosto che contraPPasso) era un'invenzione di Dante?
C'erano stati altri che avevano scritto di viaggi nell'aldilà prima di lui?
E qual era, alla fine, lo scopo di quel viaggio? Perché Dante viaggia nell'aldilà?

È a tutte queste domande, e a molte altre, che ho voluto cercare di rispondere nel mio libro.
Ovviamente, con Dante non è possibile essere esaustivi. Su di lui e sulla Commedia sono state scritte biblioteche di libri!
Certamente, il mio libro non è esaustivo. Molto ancora c'è da scrivere, da scoprire, da imparare.
Il mio libro è per tutti, anche per chi di Dante non sa veramente quasi nulla. Ma per chi volesse approfondire, sono state inserite centinaia di note e una bibliografia vastissima.

Spero davvero che possiate apprezzarlo!

Prima di concludere e di salutarvi, riporto l'indice: 


Indice generale


Introduzione
1. La selva oscura
2. Le tre fiere e l'incontro con Virgilio
3. Il Veltro
4. L'Antinferno e gli Ignavi
5. Il contrapasso
6. Caronte
7. Le anime del Limbo e gli spiriti magni
8. Virgilio
9. Minosse
10. I lussuriosi
11. I Golosi
12. Bianchi e Neri
13. Gli avari e i prodighi
14. Gli iracondi e gli accidiosi
15. La Città di Dite e lo scontro con i diavoli
16. Gli eretici
17. I magnanimi
18. Virgilio spiega la struttura dell'Inferno
19. Il Minotauro e la discesa nel burrato
20. I violenti contro il prossimo e il Flegetonte
21. I violenti contro sé stessi: suicidi e scialacquatori
22. Il sabbione infuocato
23. I violenti contro Dio
24. Il Veglio di Creta
25. I sodomiti - Brunetto Latini
26. I sodomiti - I tre fiorentini
27. Gli usurai
28. Il volo di Gerione
29. Malebolge
30. I Ruffiani e i Seduttori
31. Gli adulatori
32. I simoniaci
33. Gli Indovini e i maghi
34. I barattieri
35. La data del viaggio
36. Gli ipocriti
37. I ladri
38. I consiglieri di frode - Ulisse e Diomede
39. I consiglieri di frode - Guido da Montefeltro
40. I Seminatori di discordia
41. I falsari
42. I giganti
43. Il lago Cocito e i traditori
44. I traditori dei parenti
45. I traditori della patria o del partito - Bocca degli Abati
46. I traditori della patria o del partito - Il Conte Ugolino
47. I traditori degli ospiti
48. I traditori dei benefattori
49. Lucifero
50. Dall'Inferno al Purgatorio - L'origine dell'Inferno
51. La spiaggia del Purgatorio - Catone
52. La spiaggia del Purgatorio - Casella
53. Antipurgatorio - Gli scomunicati
54. Antipurgatorio - I pigri
55.Antipurgatorio - I negligenti morti in modo violento
55.1. L'incontro con gli spiriti
55.2. Il valore delle preghiere
56. Antipurgatorio - L'incontro con Sordello
57. L'Italia
58. Antipurgatorio - I principi negligenti
59. L'angelo portinaio e la porta del Purgatorio
60. Il Purgatorio: la struttura e gli exempla
61. I superbi
62. Gli invidiosi - Sapìa
63. Gli invidiosi - Guido del Duca e Rinieri da Calboli
64. Gli iracondi del Purgatorio
65. Impero e Chiesa
66. Gli accidiosi del Purgatorio
67. Il sogno della femmina balba
68. L'Amore e l'ordinamento del Purgatorio
69. Gli avari e i prodighi - Adriano V
70. Gli avari e i prodighi - Ugo Capeto
71. Gli avari e i prodighi - Stazio
72. I golosi del Purgatorio
72.1. Gli spiriti
72.2. Il corpo delle anime e la generazione dell'uomo
73. I lussuriosi del Purgatorio
74. Il Paradiso terrestre - Matelda
75. Il Paradiso terrestre - La processione mistica
76. Beatrice
77. Il Paradiso terrestre - Il rimprovero di Beatrice
78. I peccati di Dante
79. Il Paradiso terrestre - La trasformazione del carro
80. La profezia del DXV
81. Il volo verso il Paradiso
82. Dante e il Paradiso
83. Gli spiriti mancanti ai voti
83.1 Le macchie lunari
83.2 Piccarda e Costanza
83.3 Questioni teologiche
84. Gli Spiriti attivi per il bene
84.1 Giustiniano e Romeo di Villanova
84.2 La morte di Cristo
84.3 La creazione degli elementi
85. Guelfi e Ghibellini
86. Gli Spiriti amanti - Carlo Martello
87. Gli Spiriti amanti - Cunizza, Folchetto, Raab
88. Gli spiriti sapienti - San Tommaso e San Bonaventura
89. Gli spiriti sapienti - Salomone
90. Gli Spiriti combattenti per la Fede
91. Firenze
92. Gli Spiriti giusti
93. Gli spiriti contemplativi
94. Stelle fisse - Trionfo di Gesù e di Maria
95. Stelle fisse - San Pietro, San Giacomo, San Giovanni
96. Stelle fisse - Adamo
97. Stelle fisse - L'invettiva di San Pietro
98. Il Primo Mobile
99. L'Empireo - La candida rosa e San Bernardo
100. L'Empireo - La visione di Dio
101. Perché Dante viaggia nell'aldilà (e scrive la Commedia)
BIBLIOGRAFIA

Un caro saluto a tutti.
Buone vacanze e ... alla prossima!


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