Come promesso tempo fa, ho cominciato a
leggere uno dei libri che ho presentato qui.
Ho letto Il viaggio dell'universo, di Brian Swimme e di Mary Evelyn Tucker, pubblicato dalla Fazi.
11 capitoli, che vanno dall'Origine dell'Universo, a quella delle Galassie, del Sistema Solare, all'evoluzione dell'uomo, ecc..
Ho letto Il viaggio dell'universo, di Brian Swimme e di Mary Evelyn Tucker, pubblicato dalla Fazi.
11 capitoli, che vanno dall'Origine dell'Universo, a quella delle Galassie, del Sistema Solare, all'evoluzione dell'uomo, ecc..
Tra l'altro, gli stessi autori hanno
prodotto l'omonimo film che è stato premiato agli
Emmy Awards come miglior documentario del 2012.
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Brian Swimme
Il viaggio dell'universoMary Evelin Tucker Uscita: 21 giugno 2013 Casa Editrice: Fazi Prezzo: 15 euro |
Devo dire
che questo libro mi è piaciuto, soprattutto perché non mi è sembrato un
libro rigidamente e freddamente “scientifico”.
Non voglio dire che manchi di basi e di
presupposti scientifici. Qualcosa sull'argomento ne sapevo già e mi sembra tutto
perfettamente corretto.
Ma è l'approccio che è diverso, perché si pone di fronte agli eventi in modo un po' più “filosofico” di quanto in genere non avvenga con libri di questo genere.
E a questo credo che abbia contribuito la presenza come autrice della Tucker, studiosa di religioni (ma anche forse il fatto che lo Swimme, oltre ad insegnare Cosmologia Evoluzionista al California Institute of Integral Studies, collabora anche con il dipartimento di Filosofia).
Ma è l'approccio che è diverso, perché si pone di fronte agli eventi in modo un po' più “filosofico” di quanto in genere non avvenga con libri di questo genere.
E a questo credo che abbia contribuito la presenza come autrice della Tucker, studiosa di religioni (ma anche forse il fatto che lo Swimme, oltre ad insegnare Cosmologia Evoluzionista al California Institute of Integral Studies, collabora anche con il dipartimento di Filosofia).
Frasi come questa, per esempio, contengono un qualcosa di poetico, che sembra suggerire molto più di quello che non dice direttamente:
“È stata la vita nel suo complesso ad apprendere come digerire i suoi alimenti” (a pag.66).
Il concetto viene naturalmente ampliato e spiegato, ma già di per sé la frase dice tutto. Sembra quasi il verso di una poesia.
Guardiamo a quest'altra frase:
“gli uomini che hanno deciso di imitare le renne sono diventati rapidamente un popolo di renne” (a pag.95).
Un concetto chiarissimo, quasi banale. Ma che mostra in modo sintetico e fortemente espressivo la grande capacità di adattarsi che ha l'uomo.
Questo per quanto riguarda lo stile del libro (che non è poco!).
“gli uomini che hanno deciso di imitare le renne sono diventati rapidamente un popolo di renne” (a pag.95).
Un concetto chiarissimo, quasi banale. Ma che mostra in modo sintetico e fortemente espressivo la grande capacità di adattarsi che ha l'uomo.
Questo per quanto riguarda lo stile del libro (che non è poco!).
Ma anche per i contenuti, il
testo (tra l'altro molto piccolo), si distingue da altri dello stesso
tipo. Esso esprime una intera visione dell'insieme, mostrando
come in qualche modo ci sia stata da sempre un'intima esigenza alla
vita nella materia. Non c'è alla base, o almeno non mi è sembrato, una
visione finalistica, per cui le cose dovevano andare in un certo modo
e basta. Ma c'è piuttosto l'idea che da sempre, nella materia, è insito un intenso
desiderio di esistere, di vivere.
Forse gli autori si perdono un po' nel finale, quando, volendo tracciare le prospettive future, propongono la necessità di trovare un'armonia tra l'uomo e l'universo, arrivando a immaginare addirittura l'uomo come il “cuore dell'universo”. Per carità, la proposta è ben argomentata e non è una semplice riproposizione dell'ideale umanistico. E l'ipotesi di un'ideale armonia è certamente molto bella.
Ma il fatto è che essa è anche un po' astratta. E poi, se posso dirlo, anche un po' troppo abusata.
Comunque la lettura del libro è gradevole. E può insegnare molte cose soprattutto perché fa riflettere su molte cose.
Forse gli autori si perdono un po' nel finale, quando, volendo tracciare le prospettive future, propongono la necessità di trovare un'armonia tra l'uomo e l'universo, arrivando a immaginare addirittura l'uomo come il “cuore dell'universo”. Per carità, la proposta è ben argomentata e non è una semplice riproposizione dell'ideale umanistico. E l'ipotesi di un'ideale armonia è certamente molto bella.
Ma il fatto è che essa è anche un po' astratta. E poi, se posso dirlo, anche un po' troppo abusata.
Comunque la lettura del libro è gradevole. E può insegnare molte cose soprattutto perché fa riflettere su molte cose.
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