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domenica 4 settembre 2016

Su Marte trovata acqua simile a quella del Bullicame citato da Dante!

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Quando scienza e letteratura si incontrano:
L'acqua BULLICAME è una sorgente del Lazio settentrionale, a pochi Km da Viterbo, dalla quale esce un'acqua fumante alla temperatura di circa 55°C.
Vedi foto nel sito Web delle Terme di Viterbo.

Dante la cita in più occasioni come termine di paragone per descrivere il fiume FLEGETONTE: la somiglianza starebbe nel calore e nei fumi che escono dal fiume:


In Inferno, XIV, 79:


quale del bulicame esce ruscello
che parton poi tra lor le peccatrici,
tal per la rena giù sen giva quello.
 
In Inferno, XII, 115-117:

poco più oltre il centauro s'affisse
sovr'una gente che 'nfino a la gola
parea che di quel bulicame uscisse.
 
E in Inferno, XII, 127-129:

"sì come tu da questa parte vedi
lo bulicame che sempre si scema",
disse 'l centauro, "voglio che tu credi


Priamo della Quercia,  
Illustrazione al Canto XIV - Violenti contro il prossimo immersi nel Flegetonte

Bene. Ora pare che delle tracce di acqua trovate su Marte possano avere una composizione simile a quella della Bullicame.

Qui l'articolo.
http://www.occhioviterbese.it/…/scienza-id-36526-titolo-Su-…

giovedì 3 marzo 2016

Le armi della persuasione!

Ben ritrovati.

Come sa bene chi mi segue, in questa società liquida in cui viviamo, fatta di continue cose usa-e-getta, io amo girare tra le biblioteche per cercare di «salvare» qualche piccola perla cartacea dalle sabbie del tempo.

Così, ho trovato un libro del 1985 (in Italia, prima edizione Giunti 1995) molto interessante.
Il titolo può ingannare, e può far pensare ad uno dei tanti manuali di psicologia spicciola che si trovano in giro, ma garantisco che non è così.
Si intitola: Le armi della persuasione, ed è scritto da Robert B. Cialdini, ancora attualmente professore di Marketing all'Arizona State University.



Il testo non vuole essere un manuale di tecniche persuasive. Al contrario, è un piccolo saggio che cerca di smascherare le modalità messe in atto dai manipolatori (ed in particolare le agenzie pubblicitarie per convincere i consumatori all'acquisto di prodotti).
Tutto viene ricondotto da Cialdini ad alcuni impulsi psicologici presenti, in misura maggiore o minore, in ognuno di noi. E' facile riuscire a convincere, se si toccano queste corde.
L'autore dedica un capitolo ad ognuno di questi aspetti. Qui, indichiamoli sinteticamente, riportando solo qualche esempio (ma l'autore ne fornisce tantissimi!).

Intanto, nell'uomo agirebbe la cosiddetta Reciprocità, cioè un meccanismo per cui si sente il bisogno di contraccambiare favori (veri o presunti). Se qualcuno ci fa un favore, ci regala o ci offre qualcosa, pioi è difficile dirgli di no su qualcosa. Nel commercio, l'esempio più evidente è quello del «campione grauito» o degli «assaggi gratuiti».

Un secondo impulso è quello dell'Impegno e coerenza. In tutti noi, esisterebbe un forte desiderio di essere o almeno di sembrare coerenti. Soprattutto con delle affermazioni o posizioni espresse in precedenza. Cioè, una volta che si sia aderiti ad una scelta, è difficile poi tornare indietro. Il meccanismo è così forte, che è stato utilizzato anche come arma di persuasione per i prigionieri di guerra (li si convinceva della cattiveria del proprio governo).

Un terzo impulso è quello della Riprova sociale, cioè alla tendenza a ritenere maggiormente validi i comportamenti e le scelte effettuati da un numero di persone elevato. E' il meccanismo che sta alla base delle mode. Il concetto è questo: «Se tutti fanno questo, allora vuol dire che questo è giusto!». Ecco perché, dunque, forse, qualche barista mette già una moneta nel piattino delle mance, o perché i pubblicitari vantano il successo di un certo prodotto.
Non mi sembra di averlo letto nel libro (ma potrei sbagliare), ma a me questo appare un po' lo stesso meccanismo che viene utilizzato dai politici quando vantano dei vantaggi nei sondaggi: se la maggioranza vota quel partito, vuol dire che è giusto farlo (follia totale!!!).

Altro impulso: la Simpatia. Se il persuasore riesce a risultare simpatico ad una vittima, è più facile che riesca a convincerla a fare una certa cosa. La simpatia può derivare anche da un aspetto gradevole, il che spiega la presenza di belle ragazze vicino ad un determinato prodotto. Ma quello che conta è anche la somiglianza tra persuasore e persuaso: «Ci piacciono le persone che sono simili a noi». E questo vale anche per la personalità.

Ancora, l'Autorità. Quello che viene affermato da persone di rilievo ( considerate tali), hanno maggior modo di essere accolte positivamente. Un consiglio medico dato da un dottore ha (giustamente) maggiori possibilità di essere ascoltato se dato da uno che non è medico. Ma il fatto è che questo ale anche se nelle pubblicità appare un attore vestito da medico.

Ed infine, la Scarsità. Se una cosa risulta essere presente in piccola quantità, solo per questo aumenta la sua appetibilità. Il che spiega le offerte a tempo o limitate.

Per completezza, aggiungo che Cialdini, recentemente ha aggiunto un settimo impulso, quello dell'Unità, per cui rimando a questo video:


Il testo è corredato di una quantità molto ampia di esempi e di risultati sperimentali.

A mio parere, parte un po' lento, e per apprezzarlo pienamente si devono superare una ventina di pagine. Inoltre, alcuni esempi mi sembrano un po' forzati, e comunque risentono del tempo. Però, garantisco che a partire almeno dal terzo capitolo si legge che è un piacere!

Lo consiglio veramente!

Alla prossima.

Saluti a tutti.





sabato 6 settembre 2014

Gli Speciali Superquark 2015 saranno dedicati alla storia dell'Universo e della vita!


Qualche appunto sulle puntate di Superquark appena concluse e sugli Speciali del prossimo anno.

Iniziamo con gli aspetti positivi: quest'anno, c'è stata la grande novità di poter assistere finalmente ad uno studio semi-virtuale. Forse si poteva fare di più, e trasformarlo tutto in virtuale. Non capisco il motivo di questa scelta fatta a metà. Ma tant'è! Comunque, devo ammettere che mi è piaciuto, e che ha portato una grande ventata di novità!

Per il resto, la linea è stata la solita, sempre abbastanza sobria, pulita, con filmati ben fatti.
Molto mi è piaciuto l'uso di voci diverse per i video. Personalmente, apprezzo molto di più le voci "calde", simili a quelle del compianto Claudio Capone.

Bellissimi gli interventi del Prof. Alessandro Barbero, come sempre!
A questo prorposito, vorrei notare una cosa. In quei pochi minuti di intervento, il prof. Barbero riesce ad approfondire gli argomenti, a citare episodi, aneddoti, ecc.. Mi piacerebbe che il livello di approfondimento fosse allo stesso livello anche per le altre parti del programma. 
Faccio un solo esempio. In una puntata si è parlato di stamina. Bene. Come prevedibile, Piero Angela l'ha criticata. Poi si è passati a parlare delle ricerche sulle staminali. Ok! Ma perché non chiarire anche il perché questo metodo stamina sarebbe -a dir loro- una "bufala"?
Insomma, scarso approfondimento, in generale.
Ma nell'insieme un programma gradevole!

Passiamo agli Speciali dell'anno prossimo.

Ormai si è chiuso con la storia, e questo per me è un grandissimo peccato!
Non credo che si fossero esauriti gli argomenti: la storia umana è vastissima, e comunque si potevano portare a termine dei cicli già iniziati: si è fatta la puntata su Cortès; perché non farne una su Pizarro? Si è fatta quella su Augusto; perché non una su Cesare? Si è fatta quella su Garibaldi; perché non una su Cavour o Mazzini? E così via! Certo, si correva il rischio di fare delle ripetzioni, ma non mi sembra che questo sia mai stato un problema per Superquark, o Ulisse!



Comunque: sono previste due puntate sulla storia dell'Universo e della vita. Argomento interessante, ma già realizzato, credo, per dei dvd prodotti da Piero Angela e venduti quest'anno con un noto quotidiano. E' chiaro quindi l'intento: utilizzare -forse- materiale già realizzato. Inoltre, due puntate invece che tre, come di solito.
Tutto questo mi fa pensare ad una cosa sola: risparmio.
Anzi, anche ad un'altra cosa: peccato!

Per il resto, spero almeno che, dato l'argomento, le due puntate siano realizzate con il massimo della tecnolgoia, delle animazioni, della virtualità, ecc..
Che almeno, nonostante il risparmio, ci sia un po' di modernità!


Superquark tornerà quest’inverno con due grandi speciali che si intitoleranno: 13 miliardi di anni.

Sarà la storia dell’universo e della vita, raccontata con tutte le scoperte avvenute negli ultimi anni. Sarà un lungo viaggio che dall’esplosione iniziale ci condurrà al mondo moderno, attraverso le tappe più importanti di questo percorso.

Oggi si è capito che l’universo nasconde ancora molti segreti: dalla materia oscura, che rappresenta la grande maggioranza della materia dell’universo, e che ancora non riusciamo ad osservare, così come l’energia oscura, quella probabilmente che è all’origine dell’accelerazione delle galassie.

Osservando di notte il cielo stellato abbiamo l’impressione di un luogo pacifico e di grande bellezza. In realtà l’universo è un luogo pieno di fenomeni violenti che solo oggi gli astrofisici cominciano ad osservare: esplosioni stellari, stelle cannibali, collassi, buchi neri, scontri di galassie. Ma è anche questa turbolenza che ha permesso la nascita dei materiali che hanno costruito i pianeti, e in particolare il nostro pianeta, la terra.

Seguiremo la sua nascita, i fenomeni che l’hanno portata ad essere un luogo abitato, dove la vita si è sviluppata in tutta la sua straordinaria varietà.

Una storia lunga, che oggi gli scienziati di tante discipline sono riusciti in gran parte a ricostruire, e che ha portato alla nascita dell’uomo. Ed è proprio l’uomo, con la sua intelligenza e la sua tecnologia, che comincia oggi a esplorare lo spazio, e a cercare di capire quell’universo di cui parleremo. E’ come un cerchio che si chiude. E anche una storia che comincia. Una storia partita 13 miliardi di anni fa. - See more at: http://www.superquark.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-19e4b045-cce3-499a-acae-bc5533a11cb2.html?refresh_ce#sthash.qgbVNkQs.dpuf
Superquark tornerà quest’inverno con due grandi speciali che si intitoleranno: 13 miliardi di anni.

Sarà la storia dell’universo e della vita, raccontata con tutte le scoperte avvenute negli ultimi anni. Sarà un lungo viaggio che dall’esplosione iniziale ci condurrà al mondo moderno, attraverso le tappe più importanti di questo percorso.

Oggi si è capito che l’universo nasconde ancora molti segreti: dalla materia oscura, che rappresenta la grande maggioranza della materia dell’universo, e che ancora non riusciamo ad osservare, così come l’energia oscura, quella probabilmente che è all’origine dell’accelerazione delle galassie.

Osservando di notte il cielo stellato abbiamo l’impressione di un luogo pacifico e di grande bellezza. In realtà l’universo è un luogo pieno di fenomeni violenti che solo oggi gli astrofisici cominciano ad osservare: esplosioni stellari, stelle cannibali, collassi, buchi neri, scontri di galassie. Ma è anche questa turbolenza che ha permesso la nascita dei materiali che hanno costruito i pianeti, e in particolare il nostro pianeta, la terra.

Seguiremo la sua nascita, i fenomeni che l’hanno portata ad essere un luogo abitato, dove la vita si è sviluppata in tutta la sua straordinaria varietà.

Una storia lunga, che oggi gli scienziati di tante discipline sono riusciti in gran parte a ricostruire, e che ha portato alla nascita dell’uomo. Ed è proprio l’uomo, con la sua intelligenza e la sua tecnologia, che comincia oggi a esplorare lo spazio, e a cercare di capire quell’universo di cui parleremo. E’ come un cerchio che si chiude. E anche una storia che comincia. Una storia partita 13 miliardi di anni fa. - See more at: http://www.superquark.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-19e4b045-cce3-499a-acae-bc5533a11cb2.html?refresh_ce#sthash.qgbVNkQs.dpuf



mercoledì 5 marzo 2014

I rischi della tecnologia: The Black Mirror!

Per chi non avesse ancora visto la serie The Black Mirror ... !

E' stata prodotta nel 2011 in Usa, ed è stata trasmessa per la prima volta in Italia tra il 2012 e il 2013.
Per tutte le info, rimando a Wikipedia.
Si tratta di due serie di tre puntate ciascuna, prodotte dalla "mitica" BBC.
Dico "mitica", perché in linea di massima mi sono piaciute tutte le produzioni arrivate in Italia finora.
Black Mirror.png 

The Black Mirror è un telefilm anomalo: c'è un filo conduttore, ma le trame e i personaggi sono diversi e del tutto indipendenti tra di loro. Scopo della serie è, a mio parere, commentare il progresso della teconlogia nella vita di tutti noi.
Tutti i giorni assistiamo all'avanzamento di strumenti e prodotti tecnologici: internet, cellulari, computer, tablet, televisioni, ecc., e forse non sempre ci domandiamo verso che mondo stiamo andando.
Personalmente, mi sto rendendo conto di questi cambiamenti attraverso lo specchio di quello che posso vedere tra gli studneti delle mie classi.
Ogni anno, sempre di più, noto l'affermarsi di una vera e propria dipendenza da cellulare. 
I ragazzi (parlo di bambini di 11, 12 anni), nella maggior parte di loro, sembrano avere davanti a sé, come unico orizzonte, l'ultimo modello di cellulare. La loro vita sembra essere diventata una sorta di appendice dei cellulari.
Non tanto le tv o il computer, e neanche i tablet, quanto i cellulari.

Lungi da me l'idea di criticare questo meraviglioso strumento, che io ritengo essere di una utilità straordinaria. Senza dire che adoro la televisione, i tablet, i computer, ecc..
Adoro leggere libri e fumetti sul mio iPad, adoro guardarci i filmati di Youtube e navigarci sul web, come godo, letteralmente, a stare davanti al mio iMac.

Detto questo, è innegabile che nel progressivo incedere della tecnologia sono nascosti anche dei rischi.
Riachi che, nella serie The Black Mirror, vengono in gran parte messi in evidenza, seppure con una prospettiva un po' paradossale ed assurda.

Premetto subito, per chi non avesse ancora avuto modo di vedere la serie, che la prima puntata è simpatica, ma non estremamente significativa. Praticamente parla di un ricatto un po' originale rivolto al Primo Ministro inglese. Ricatto che può concepirsi solo perché è presente, nel mondo, Youtube, Twitter, ecc. ("Maledetto Twitter!", urla ad un certo punto il politico).

La seconda puntata è straordinaria.
Anticipo solo che il mondo è diventato una specie di grande prigione mediatica: tutti vivono dentro delle stanze a megaschermo che offrono vari servizi. Ma la questione è: dove si trova l'energia per tutto questo? 
Nella fatica umana: tutti devono pedalare su delle biciclette per guadagnare dei soldi virtuali con cui comprare merendine, oppure gadget per i propri avatar. Unico grande sfogo per loro: un reality show.
E' così lontano dal nostro mondo?

Meravigliosa la terza puntata, in cui gli sceneggiatori sono arrivati addiritura a ipotizzare la presenza di un chip nella testa che registra tutto quello che si vede, così poi da poterlo rivedere.
anche questo, ovviamente, nasconde dei rischi, come si capirà vedendo il telefilm.

Molto bella anche la quarta puntata (prima della seconda serie): come riavere vicino a sé parenti o amici morti. Impossibile? Non con una tecnologia avaznata.

Stupenda e piena di colpi di scena la quinta puntata. Ma non voglio anticpare nulla, per non creare degli spoiler.

L'ultima puntata invece, l'ho trovata un po' noiosa, ma lo scopo è quello di mostrare quali sono i rischi del dominio della comunicazione in politica.Ma noi italiani dovremmo saperlo bene. Dovremmo! Ma ... boh! Lasciamo perdere!

Insomma: cellulari, social network, reality show, internet, computer, televisione, e chi più ne ha, più ne metta!

Consigliato!

Saluti.
Alla prossima

mercoledì 11 dicembre 2013

Recensione: "Perché il mondo esiste?"!

"Sin dalla prima infanzia, tutti [...] mi avevano spiegato che il mondo esiste per una ragione molto semplice: lo ha creato Dio dal nulla. Quanto alla ragione dell'esistenza di Dio, la spiegazione restava sempre un po' vaga."
Questa è una delle frasi che aprono il libro "Perché il mondo esiste?", di Jim Holt (2013, Utet, 16,00 euro).

E credo che sia una risposta che abbiano avuto molti di noi, quantomeno quelli di noi nati nel mondo occidentale. E' questa infatti, scrive l'autore del testo, la versione "a cui oggi crede la stragrande maggioranza degli americani. Per questo tipo di fedeli non esiste alcun "mistero dell'esistenza".


Purtuttavia, un mistero esiste eccome, perché non la spiegazione divina non può essre suffciente per tutti, atei compresi.
La scienza non può bloccarsi davanti agli ostacoli semplicemente spiegando ciò che sembra insolubile con la presenza di Dio. "Newton, per esempio", racconta l'autore del libro, "era convinto che ci fosse bisogno di Dio per dare qualche aggiustatina periodica alle orbite dei pianeti e impedire che si scontrassero. Nel giro di un secolo, tuttavia, Laplace dimostrò che con i soli mezzi della fisica si poteva descrivere la stabilità del sistema solare"

Il libro, in realtà, cercando di spiegare il "perché" esista il mondo, affronta tutta una serie di problemi correlati: cosa c'era prima? E come è nato il nostro mondo? E, se prima c'era il nulla, perché poi è spuntato fuori qualcosa?

Anche la scoperta del Big Bang complica le cose, e "rende molto più arduo svicolare dalla domanda Perché c'è qualcosa anziché il nulla?", cioè, "non soltanto il perché originale è ancora vivo e vegeto, ma adesso gli si affianca un come".
E poi in cosa cosisteva quel "nulla"? Così, un intero capitolo è dedicato ad una "breve storia del nulla", ed un altro all'"aritmetica del nulla". 
"Solitamente l'ateo che si vede proporre questo genere di argomentazioni fa spallucce e ribatte che il mondo <<esiste e basta>>." Tuttavia, questo sarebbe un po' come gettare la spugna. Ma il prolema è che "sarebbe inquietante vivere in un mondo che esiste senza motivo", e del resto, è mai possibile che siamo "condannati a scegliere tra Dio e il profondo, bruto Assurdo?".
Holt non si rassegna a questo, e inizia dunque una serie di ricerche, una sorta di giallo, di "detective story filosofica", come la chiama lui, alla ricerca di risposte adeguate. E per questo, instancabilmente, contatta, incontra e interroga scienziati, filosofi, scrittori, battendo tante piste.
"Qualcuna si è rivelata un vicolo cieco", come quella in cui un cosmologo gli risponde in modo vago  solo attraverso messaggi lasciati nella segreteria telefonica!?! O come quella in cui uno studioso di buddismo zen, scambiando le sue domande per un koan zen, tenta di saltargli in testa.
Il fatto è, dice Holt, che "voli speculativi del genere richiedono una buona dose di vivacità intellettuale", ma "nessuno può essere tanto sicuro di sé da rivendicare la propria superirità intellettuale di fronte al mistero dell'esistenza".
Tra le varie domande, l'autore si pone la domanda se mai il nostro mondo potesse essere nato "in provetta": del resto, "una civiltà appena più prgredita della nostra non avrebbe grossi problemi a riprodurre un universo in laboratorio".

Il fatto è che "una spiegazione scientifica descrive un frammento di realtà soltanto in termini di altri frammenti; non potrà mai tratteggiare la realtà nella sua interezza".

L'autore fa di tutto per rendere la lettura piacevole ed interessante, provando a trasformare in svago un argomento difficile. Per far questo, rimpie il libro di battute e rifierimenti simpatici, descrizioni di luoghi e persone: le città, i bar, gli alberghi. Piccoli aspetti della vita quotidiana e del mondo.
Tante sono le cose che non sapevo e che ho imparato, come per esempio il fatto che gli scienziati hanno collocato il Big Bang 13,7 miliardi di anni fa.
E tantissime sono le citazioni.
Per esempio:

Schopenhauer: "Quanto più in basso si trova un uomo nella scala intellettuale, tanto meno misteriosa gli appare l'esistenza".
Bertrand Russell: "Direi che l'universo c'è, ed è tutto qui".
Einstein, che definì i suoi scrupoli metafisici sul Big Bang "la più grande cantonata della mia vita".

Insomma, un libro che consiglio. A chi però, ha volgia e tempo di impegnarsi in una lettura certamente divertente ed interessante, ma decisamente un po' impegnativa.

Saluti.
E alla prossima.

lunedì 29 luglio 2013

Recensione: Il viaggio dell'universo!

Come promesso tempo fa, ho cominciato a leggere uno dei libri che ho presentato qui.
Ho letto Il viaggio dell'universo, di Brian Swimme e di Mary Evelyn Tucker, pubblicato dalla Fazi.
11 capitoli, che vanno dall'Origine dell'Universo, a quella delle Galassie, del Sistema Solare, all'evoluzione dell'uomo, ecc..

Tra l'altro, gli stessi autori hanno prodotto l'omonimo film che è stato premiato agli Emmy Awards come miglior documentario del 2012.

Brian Swimme
Mary Evelin Tucker
Il viaggio dell'universo

Uscita: 21 giugno 2013
Casa Editrice: Fazi
Prezzo
: 15 euro

Devo dire che questo libro mi è piaciuto, soprattutto perché non mi è sembrato un libro rigidamente e freddamente “scientifico”.

Non voglio dire che manchi di basi e di presupposti scientifici. Qualcosa sull'argomento ne sapevo già e mi sembra tutto perfettamente corretto.
Ma è l'approccio che è diverso, perché si pone di fronte agli eventi in modo un po' più “filosofico” di quanto in genere non avvenga con libri di questo genere.
E a questo credo che abbia contribuito la presenza come autrice della Tucker, studiosa di religioni (ma anche forse il fatto che lo Swimme, oltre ad insegnare Cosmologia Evoluzionista al California Institute of Integral Studies, collabora anche con il dipartimento di Filosofia).


Frasi come questa, per esempio, contengono un qualcosa di poetico, che sembra suggerire molto più di quello che non dice direttamente:
“È stata la vita nel suo complesso ad apprendere come digerire i suoi alimenti” (a pag.66).
Il concetto viene naturalmente ampliato e spiegato, ma già di per sé la frase dice tutto. Sembra quasi il verso di una poesia.

Guardiamo a quest'altra frase:
“gli uomini che hanno deciso di imitare le renne sono diventati rapidamente un popolo di renne” (a pag.95).
Un concetto chiarissimo, quasi banale. Ma che mostra in modo sintetico e fortemente espressivo la grande capacità di adattarsi che ha l'uomo.
Questo per quanto riguarda lo stile del libro (che non è poco!).



Ma anche per i contenuti, il testo (tra l'altro molto piccolo), si distingue da altri dello stesso tipo. Esso esprime una intera visione dell'insieme, mostrando come in qualche modo ci sia stata da sempre un'intima esigenza alla vita nella materia. Non c'è alla base, o almeno non mi è sembrato, una visione finalistica, per cui le cose dovevano andare in un certo modo e basta. Ma c'è piuttosto l'idea che da sempre, nella materia, è insito un intenso desiderio di esistere, di vivere.

Forse gli autori si perdono un po' nel finale, quando, volendo tracciare le prospettive future, propongono la necessità di trovare un'armonia tra l'uomo e l'universo, arrivando a immaginare addirittura l'uomo come il “cuore dell'universo”. Per carità, la proposta è ben argomentata e non è una semplice riproposizione dell'ideale umanistico. E l'ipotesi di un'ideale armonia è certamente molto bella.
Ma il fatto è che essa è anche un po' astratta. E poi, se posso dirlo, anche un po' troppo abusata.

Comunque la lettura del libro è gradevole. E può insegnare molte cose soprattutto perché fa riflettere su molte cose.

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